I dottorati di ricerca
BASTICO (PD). Signor Presidente, intendo illustrare l’emendamento 19.8. Vorrei fare una considerazione generale sui contenuti di questo articolo di cui, in verità, non si sentiva assolutamente il bisogno, tant’è vero che ci sono alcuni emendamenti che ne prevedono la soppressione complessiva. Per dire a che punto siamo arrivati in questa legge che, lo ripeto, viene definita epocale voglio richiamare il punto 8‑bis di questo articolo che viene introdotto integralmente in cui sta scritto addirittura «il titolo di dottore di ricerca è abbreviato con le diciture:«Dott. Ric.» ovvero «Ph.D».
Credo che siamo giunti davvero a livelli di inaccettabilità dei contenuti di questo testo di legge, che presenta aspetti che vanno al di sotto della normativa di carattere regolamentare.
Desidero altresì illustrare un emendamento relativo alla lettera b) punto 1, in cui vengono soppresse parole modificative della situazione attuale. Leggo testualmente: le parole «comunque non inferiore alla metà dei dottorandi» vengono soppresse. Si fa riferimento al fatto – che il Ministro conosce assai bene – che per quel che riguarda i dottorandi, il 50 per cento gode della copertura attraverso la borsa di studio, mentre il restante 50 per cento non ha la copertura della borsa di studio.
Vorrei avere l’attenzione del Ministro per chiedere l’interpretazione autentica su questo punto, essendovi al riguardo molta incertezza e ansia da parte di tutti. Infatti, da un lato, l’eliminazione potrebbe portare alla piena liberalizzazione, per cui ognuno fa quello che vuole, bandisce ad esempio un certo numero di borse di dottorando e poi prevede altri corsi senza la borsa di studio; dall’altro però si può pensare che tutti i corsi di dottorato che non prevedono la borsa di studio vengono eliminati, il che non è certamente positivo.
Questa norma è davvero di incerta interpretazione e poiché immagino che vi saranno regolamenti di carattere applicativo, vorrei chiedere al Ministro – impegnandoci a non aprire un dibattito sul suo intervento – di chiarire questo aspetto che sta creando molte preoccupazioni.
L’emendamento 19.8 stabilisce un limite del 95 per cento – ma potrebbe essere posto qualsiasi altro limite – ai corsi di dottorato che dovrebbero avere la borsa di studio. Ripeto, si può fissare qualsiasi altro limite, ma credo che il mantenimento di una norma che chiarisca il livello di corsi di dottorato con borsa di studio e senza borsa di studio sia davvero molto importante.
Professori di prima fascia
BASTICO (PD). …anche perché deve essere registrato.
Dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico sull’emendamento 16.300 perché credo sia un’assurdità l’inserimento di questa lettera b) al comma 3. Eventualmente possiamo limitare questa richiesta esagerata di un minimo di 12 pubblicazioni a coloro che concorrono per l’abilitazione per funzioni di professore di prima fascia. Diamo un minimo di ragionevolezza alle nostre cose.
Chiedo di apporre la mia firma a quest’emendamento e propongo a tutto il Gruppo del Partito Democratico di votare a favore.
L’Anvur
BASTICO (PD). Signor Presidente, vorrei fare una dichiarazione di voto a nome del Partito Democratico su questo emendamento presentato dal senatore Pardi, perché ritengo che davvero il suo contenuto sia importante e condivisibile. Finché non c’è l’ANVUR, quindi in assenza di un soggetto che possa essere valutativo, credo che l’inserimento delle Commissioni parlamentari sia indispensabile ai fini di garantire, come sottolineava la senatrice Sbarbati, la trasparenza e la terzietà di questa decisione, che è delicatissima perché attiene a contribuzioni di particolare rilevanza alle università telematiche e pertanto lei, Ministro, ne capisce l’importanza.
Io sostengo fortemente questo per dare, da un lato, un ruolo al Parlamento e, dall’altro, inserire un elemento di garanzia che qui non è assolutamente presente.(Applausi dal Gruppo PD)
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Purtroppo la maggioranza ha bocciato l’emendamento del PD che era volto a superare le scelte contenute nel decreto-legge del Governo, che non danno alcuna garanzia per la regolare apertura del prossimo anno scolastico. IL PD aveva proposto la soppressione dei tagli con la stabilizzazione del personale docente e non docente; la conferma dell’incarico per coloro che non potessero essere assunti; interventi straordinari per l’edilizia scolastica, destinando 500 milioni di euro aggiuntivi e non risorse attinte semplicemente, come prevede il decreto, dai già poverissimi capitoli di bilancio del Ministero della pubblica istruzione.
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La famiglia è per il PD una priorità
Si alza l’allarme nel mondo della scuola per la mancanza di fondi, i tagli al personale e il rischio per la qualità. Nonostante le incertezze in cui il Governo ha scelto di lasciare la scuola e “il silenziatore” che ha messo su ogni propria decisione che possa suscitare contrasti, gli amministratori locali, le scuole e i genitori stanno ben comprendendo – e sono contrari – che la scuola pubblica è sempre più povera, che non saranno garantiti il tempo scuola e la qualità richiesti. Crescono le preoccupazioni e si susseguono iniziative: ieri gli amministratori locali dell’Emilia-Romagna hanno svolto un incontro con il Ministero ( pur non essendo stati ricevuti dal Ministro) e con i parlamentari emiliano-romagnoli (erano presenti solo quelli del PD). I dirigenti scolastici del Lazio hanno inviato a tutte le famiglie una lettera chiara, coraggiosa, che mette in luce gli effetti negativi delle scelte del Governo. Tantissime sono le iniziative dei comitati dei genitori, impegnati per il ripristino dei fondi di funzionamento ordinario delle scuole. La petizione del PD sta costituendo in molti territori un punto di riferimento fondamentale per esprimere il proprio dissenso e proposte alternative e migliorative rispetto a quelle del Governo. Per questo – come accompagnamento ad una mobilitazione che cresce – la raccolta firme continua.
Dalla bozza del regolamento sull’istruzione tecnica – presentata dal Ministro per il parere al CNPI – appare con grande evidenza un unico indirizzo: si riforma per tagliare, in attuazione dell’art. 64 della Legge n. 133/08 (Finanziaria estiva). Tale regolamento, infatti, fonda il riordino dell’istruzione tecnica sulla riduzione degli indirizzi, dell’orario, delle ore di laboratorio, delle cattedre, degli insegnanti, del personale ATA… Continua
Riforme e risorse per il rilancio
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La mozione, di cui sono prima firmataria - che contiene richieste, impegni ed obiettivi della petizione del PD – è stata presentata al Senato, sottoscritta da tutti i senatori del PD.
Ne abbiamo richiesto la calendarizzazione, per discuterla e votarla alla presenza del Minsitro Gelmini e del Ministro Tremonti.
Un’ampia delegazione di sindaci, assessori provinciali e comunali, rappresentanti dei comitati dei genitori, docenti e dei presidenti dei consigli di istituto sarà domani mattina, alle ore 11.30, davanti al Minsitero della pubblica istruzione per protestare e dimostrare l’insostenibilità dei tagli alle risorse e al personale docente e ATA in Emilia-Romagna, dove risultano già 6.300 alunni iscritti in più e dove si sono già raggiunti ampiamente gli obiettivi di riorganizzazione e razionalizzazione della spesa. Continua
Decreto tagli devasta la qualità della scuola pubblica
Le scuole non hanno risorse per il funzionamento ordinario
Incertezza nelle norme e nella vita della scuola
Esami di maturità: doverosa marcia indietro del Governo
La formazione in ingresso dei docenti
Un anno di governo della scuola con un bilancio assolutamente negativo