Vi segnalo l’interessante articolo di Osvaldo Roman:
Il MIUR ha chiarito (1) che non corrisponde al vero la notizia rilasciata dal Direttore del Dipartimento Istruzione Lucrezia Stellacci in una intervista al Corriere della Sera (2) secondo la quale sarebbero stati 41 mila i dipendenti del istruzione che non stanno a scuola e che percepiscono ugualmente lo stipendio. Le pere e le mele evocate nel comunicato ministeriale per coprire la colossale bufala c’entrano però come i cavoli a merenda. Continua
Sul Corriere della Sera di lunedì la Prof. Stellacci, attuale Capo Dipartimento per l’istruzione, in una intervista dichiara che oltre 41.500 docenti sono pagati dal MIUR, ma non entrano mai in classe.
Ritorna un leit-motiv caro alla Gelmini: gli insegnanti imboscati, che non insegnano.
Ritornano le ondate di fango contro chi lavora nella scuola: fannulloni, assenteisti, imboscati, privilegiati… Speravo davvero che questa stagione si fosse definitivamente chiusa con la fine del Governo Berlusconi e invece non è così.
Proprio mentre in Parlamento il PD ha portato avanti battaglie importanti e di giustizia per il personale della scuola (pensionamenti) e per la qualità della scuola pubblica (eliminazione dei tagli ed ampliamento dell’organico dell’autonomia) sono ripartite, sotto forma di dati privi di fondamento, notizie volte a creare discredito e a rendere poco credibili le battaglie parlamentari.
Infatti, se fosse vero che oltre 41.500 insegnanti sono pagati ma non insegnano, che senso avrebbe incrementare di 10.000 unità l’organico dell’autonomia? Basterebbe far lavorare chi è pagato per farlo e non lo fa. Questo è il significato e la scorrettezza di diffondere dati, che, sotto l’apparenza dell’oggettività, sono, invece, totalmente infondati.
Tuttoscuola ricostruisce in modo puntuale il conteggio ed evidenzia la totale bufala degli imboscati. Meno di 1.000 sono, ad esempio, coloro che fruiscono dei distacchi sindacali. E poi ci sono coloro che insegnano nelle scuole italiane all’estero. Non sono forse alunni anche quelli?
Dello stesso tenore sono gli articoli de La Repubblica “Un esercito di prof imboscati? Ira dei sindacati: dati senza senso” e di Italia Oggi “La bufala dei prof imboscati, non erano 41mila ma meno di mille“.
Il dato di 41mila circolato in questi giorni dopo le prime dichiarazioni del capo dipartimento dell’Istruzione viene contestato. La Cisl fa i conti e spiega che è un numero “fuori dalla realtà” anche se si tenesse conto di malati e dei tanti distaccati per coprire i buchi nell’organico dei provveditorati
di SALVO INTRAVAIA
Continua
Alcuni organi di stampa hanno colto la palla al balzo della notizia di fonte ministeriale, secondo cui nella scuola statale italiana vi sono 41.503 insegnanti che non insegnano, per aprire immediatamente una pesante polemica.
Continua
Lo stato della scuola. La crescita di allievi al Nord. «Tagliati» quasi 17 mila prof
ROMA — La politica ha discusso, lo scontro fra governo e Parlamento è stato acceso. Ma alla fine le 10 mila assunzioni nella scuola non sono arrivate. Dovevano essere finanziate alzando le tasse sull’alcol e sui giochi, trasformando il vizio in virtù, o almeno in posti di lavoro. Ma l’emendamento al decreto Continua
Dall’intervista a E-tv di Modena
Dall’intervista a E-tv di Modena
Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd VII Commissione Camera, e Francesca Puglisi, Responsabile Scuola segreteria Pd hanno annunciato una importante conquista del PD in tema di personale scolastico: è stato approvato nelle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Attività produttive della Camera un emendamento presentato dal PD, in attesa della conferma della Commissione Bilancio, che stabilisce il blocco del trascinamento dei tagli derivanti dalle norme del precedente governo nelle scuole primarie e superiori. L’emendamento prevede, inoltre, l’incremento di 10.000 posti per attività di recupero, di integrazione sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali e per estendere il tempo scuola.
Si tratta di una fondamentale inversione di tendenza rispetto alla politica di insostenibili tagli praticata dal governo precedente.
Riporto il testo dell’interrogazione che ho presentato al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Premesso che:
non è stato approvato nella legge di conversione del decreto milleproroghe l’emendamento del PD che spostava al 31/8/2012 la data per la verifica del possesso dei requisiti per il pensionamento, sulla base della normativa precedente alla riforma pensionistica, norma che, oltre a corrispondere ad un principio di giustizia, dal momento che il personale della scuola può andare in pensione in un unico giorno dell’anno (1 settembre), avrebbe consentito di incrementare il numero di docenti e di ata che sarebbero potuti andare in pensione;
Continua
Riporto il testo integrale dell’interrogazione che ho presentato al Ministro del Lavoro e al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Premesso che:
il comma 1 dell’articolo 1 del D.P.R. 351/98 vincola la cessazione dal servizio nel comparto Scuola “all’inizio dell’anno scolastico o accademico successivo alla data in cui la domanda è stata presentata”; pertanto in detto comparto, al fine di garantire la continuità didattica, la finestra di uscita è costituita da un solo giorno (il 1°settembre) per ogni anno;
Continua