Interrogazione urgente sul tempo pieno

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e delle ricerca scientifica
Premesso che:
nel comunicato del 17 maggio 2010, nonché in diverse altre occasioni, il Ministro dell’istruzione, dell’università e delle ricerca scientifica ha dichiarato che per l’anno scolastico 2010-2011 saranno attivate nella scuola primaria 37.275 classi a tempo pieno con un incremento rispetto all’anno 2009-2010 di 782 classi;
tali dichiarazioni risultano in netto contrasto con le determinazioni assunte dal Governo in carica relativamente al settore scolastico; in particolare, con l’approvazione decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito in legge n.133 del 6 agosto 2008, sono stati previsti nei confronti della scuola pubblica tagli per 8 miliardi di euro oltre che di 87.341 docenti e 44.500 ATA in tre anni;
in data 27 febbraio 2009, il Governo ha approvato i regolamenti relativi rispettivamente al primo ciclo dell’istruzione e della rete scolastica in cui si prevede di attribuire alle scuole una dotazione organica di istituto tale da garantire alle prime classi il personale corrispondente ad un orario settimanale medio di 27 ore settimanali;
per il prossimo anno scolastico (2010-2011) la circolare del Miur prevede una riduzione di 25.000 insegnanti (22.000 in organico di diritto e 3.600 di fatto);
forte preoccupazione e allarme ha suscitato la Circolare n. 37 del 13 aprile 2010 inviata ai Direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali, con cui il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha diffuso lo schema di decreto interministeriale concernente la determinazione degli organici del personale docente per l’anno 2010-2011;
sulla base di detta circolare gli Uffici scolastici regionali e provinciali hanno predisposto le dotazioni organiche e quindi la strutturazione delle classi;
quanto stabilito con i predetti provvedimenti del MIUR non consente di far fronte alla sempre crescente richiesta di tempo pieno da parte delle famiglie; da fonti giornalistiche e dalle comunicazioni degli Uffici scolastico provinciali, nonché dalle molteplici mobilitazioni promosse su tutto il territorio nazionale dalle famiglie, si apprende che la prevista diminuzione di 800 classi già esistenti comporterà l’esclusione di 20 mila alunni dal tempo pieno a cui vanno aggiunte oltre 2000 nuove sezioni richieste dai genitori al momento delle iscrizioni;
molto critica risulta essere la situazione delle scuole dell”Emilia Romagna e , in particolare dell’Istituto Comprensivo di San Giovanni in Persiceto, comune in provincia di Bologna che , anche secondo quanto rilevato dalla Conferenza d’Ambito e di confronto territoriale, nel quadro delle assegnazioni delle dotazioni degli organici della scuola, risulterebbe essere quello maggiormente penalizzato tra i comuni delle Terre d’acqua;
in tale comune, a fronte di un significativo aumento delle richieste di iscrizioni alle prime classi elementari, e, in particolare, alle classi a tempo pieno, le risorse assegnate in organico stanno determinando lo stravolgimento dell’intero assetto organizzativo scolastico, con inevitabili ripercussioni sulla normale attività didattica e sull’intero sistema sociale e culturale del territorio;
in particolare, le risorse assegnate in organico di diritto determinerebbero la seguente situazione; 33 famiglie della scuola Primaria Romagnoli, che hanno richiesto per i loro figli le 40 ore, ne vedrebbero assegnate 27; una futura classe seconda di scuola primaria del plesso Romagnoli, che nell’anno scolastico 2009/2010 grazie al recupero di ore di organico funzionava a 38 ore, il prossimo anno passerebbe a 27; le 5 classi, dalla prima alla quinta, del plesso di scuola primaria Garagnani delle Budrie passerebbero dalle 30 alle 27 ore settimanali;
il criterio di dare priorità alla riconferma delle classi già a tempo pieno è condivisibile ma può produrre delle distorsioni estremamente penalizzanti quali il caso di San Giovanni in Persiceto in cui sono è stata istituita una nuova autonomia scolastica che, in applicazione al predetto criterio si trova nell’impossibilità di attivare classi a tempo pieno;
considerato che:
la mancata attivazione per il prossimo anno scolastico del numero delle classi a tempo pieno necessarie a soddisfare le crescenti richieste dei genitori penalizzerebbe sia sotto il profilo economico che organizzativo le tante famiglie che hanno optato per tale modulo ed in particolare quelle meno abbienti che difficilmente riuscirebbero assicurare ai loro figli soluzioni alternative al tempo pieno negato e penalizzerebbe i percorsi di istruzione per tanti bambini;
i tagli di risorse economiche e professionali destinati alla scuola nonché la drastica riduzione delle classi a tempo pieno non possono che produrre una pericolosa degenerazione dell’intero sistema scolastico con riflessi negativi sullo sviluppo socio-economico del Paese sulla crescita delle nuove generazioni;
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, anche in considerazione dell’imminente avvio del nuovo anno scolastico, non ritenga necessario attivarsi con la massima urgenza per incrementare, sulla base di bisogni accertati e per soddisfare le richieste delle famiglie, nell’organico di fatto dell’Emilia Romagna le risorse di personale docente ed ATA;
in particolare,se non ritenga doveroso dotare l’Istituto Comprensivo di San Giovanni in Persiceto delle risorse economiche e professionali necessarie a garantire per il prossimo anno scolastico 2010-2011 la normale attività didattica attraverso l’attivazione delle classi a tempo pieno necessarie a soddisfare le richieste avanzate dai genitori nonché attraverso il ripristino delle aree di insegnamento specialistiche in relazione alle competenze maturate dai docenti;
se, il Governo, alla luce degli innegabili effetti negativi che la sua politica sta producendo nel settore della scuola e della formazione, non ritenga necessario mutare in tempi rapidi il suo atteggiamento nei confronti della scuola e della conoscenza e garantire a tutti pari opportunità di apprendimento e di educazione nel rispetto di quanto sancito dalla Costituzione;
se il Governo intenda giungere ad una rapida approvazione della bozza di intesa già depositata in Conferenza Stato-Regioni, volta a dare attuazione al Titolo V della Costituzione in materia di istruzione, assegnando alle Regioni le competenze in materia di programmazione dell’offerta scolastica e di distribuzione delle risorse economiche nonchè di personale alle autonomie scolastiche nel rispetto di quanto stabilito da diverse sentenze della Corte Costituzionale.
BASTICO

Condividi:
  • Oknotizie
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • MySpace
  • Reddit
  • Segnalo
  • Technorati
  • TwitThis
  • Wikio IT
  • LinkedIn
  • Ma.gnolia
  • Upnews

:D :-) :( :o 8O :? 8) :lol: :x :P :oops: :cry: :evil: :twisted: :roll: :wink: :!: :?: :idea: :arrow: :| :mrgreen: