Parlare di riforma della scuola superiore è profondamente sbagliato. Oggi assistiamo solo al contenimento della spesa pubblica. È l’esatto contrario di quanto è necessario per qualificare la scuola, per dare futuro ai giovani e al Paese. I licei tornano ad essere disegnati come nel lontano 1923 da Gentile e di nuovo sono la serie A della scuola, mentre istituti tecnici e professionali vengono fatti scendere inesorabilmente in serie B e C. Molto grave poi è la decisione di dare inizio alle nuove misure già dal prossimo settembre, negando agli studenti e alle famiglie i tempi per una scelta consapevole, anche perché i programmi scolastici, cioè i contenuti, non sono ancora definiti. Per consentire l’iscrizione degli studenti alla scuola così cambiata, il governo ha rinviato a fine marzo il termine delle iscrizioni, un ritardo che mette a serio rischio il regolare avvio dell’anno scolastico 2010-2011. Che i tagli siano l’obiettivo e l’asse portante della ‘riforma’ lo dimostra la norma che impone la riduzione degli orari (fino a 6-8 ore la settimana) non solo alla 1^ classe in cui cambia l’ordinamento, ma anche alle classi precedenti che invece mantengono l’attuale ordinamento. Come procederanno le scuole a tagliare queste ore? Forse con un sorteggio? Non è un inganno alle famiglie che hanno iscritto i propri figli, nel passato, ad una scuola diversa e soprattutto con un orario più ricco?
“Semplificare non è azzerare” – Europa (06.02.10)
Notecidi N. 82 del 5 febbraio 2010
“Parte la riforma delle scuole superiori. Meno indirizzi e riduzione degli orari” – La Repubblica (05.02.10)
“Via 17 mila cattedre, e arriva il liceo musicale” – La Repubblica (05.02.10)
“La Gelmini vara la riforma dei sei licei” – La Stampa (05.02.10)
“Per gli istituti tecnici intese con le imprese” – Il Sole24Ore (05.02.10)
“Scuole superiori più snelle. Sei licei e undici ‘tecnici’” – Il Sole24Ore (04.02.10)
“Meno indirizzi e più ‘stage’ per i tecnici” – Il Sole24Ore (04.02.10)
“Riforma limitata alle prime classi” – Il Sole24Ore (04.02.10)
E da molti mesi che si cerca di dialogare per inserire delle modifiche in questa pseudo riforma che sostanzialmente risulta come espresso da lei, un inganno taglia ore.
Ciò che passa attraverso i media è tutt’altro diverso e ben amplificato sulla presunta positività di questa riforma. Si sostiene inoltre un altro inganno che è quello di sbandierare che gli operatori del settore della conoscenza e le famiglie siano stati ascoltati, cosa che non risulta vero, anzì è piuttosto il contrario, nessuno è stato ascoltato in modo vero e sincero, chi è stato contrario e chi è contrario risulta solo un facinoroso o in modo dispregiativo un comunista.
Le chiedo visto che non si sono fermati fino adesso e probabilmente non lo faranno in futuro, quale sia l’azione reale da poter intraprendere che possa portare dei risultati concreti contro questa riforma ingannevole per tutto il paese?
lino61
Senatrice Bastico,
sono una docente precaria di materie letterarie negli istituti tecnici e professionali. Con enormi sacrifici sto lavorando quest’anno, tentando di mantenere intatta la mia dedizione nei confronti di questa professione che è sempre più un’impresa ed una missione per risvegliare i ragazzi e le loro menti, circuite da litigi televisivi, falsi modelli, assenza di punti di riferimento veri e concreti.
Ho partecipato agli scioperi; ho protestato; ho scritto innumerevoli mail e firmato numerose petizioni. Da due anni è una lotta continua per far sentire la nostra voce (mia e di tanti altri docenti precari). Ebbene, a cosa è servito? Con questa riforma saranno a rischio i docenti di ruolo, e per noi, che da tanti anni siamo la spina dorsale della scuola – sfruttati, sottopagati e derisi – è finita. Mi permetta anche di dirle che per molti colleghi, al Sud, il travaglio è iniziato già con i tagli previsti dal ministro Fioroni – non adeguatamente ammortizzati dalle immissioni in ruolo promesse. E mi permetta infine di dirle che noi precari, e in generale noi italiani desiderosi di un cambiamento, e in difficoltà nel vivere quotidianamente, non ci sentiamo molto rappresentati dal Pd, che vorremmo più forte, più grintoso e vigoroso, più coraggioso, più disposto al cambiamento e al nuovo, e meno diviso e debole.
Cordiali saluti.
senatrice Bastico,
sono un docente precario di economia aziendale; ritengo che il PD quando era al governo con Fioroni aveva fatto delle promesse per i ruoli che non sono state mantenute. Inoltre i tagli che ci sono stati e ci saranno non sono stati ostacolati dai Sindacati e da Voi che avete mostrato un timido dissenso. Noi abbiamo bisogno di altro….