Scuola, Caserta: inaccettabile episodio di discriminazione e inciviltà

Ho presentato un’interrogazione in VII Commissione al Senato al Ministro dell’istruzione, università e ricerca in relazione al gravissimo episodio avvenuto in una scuola di Caserta.

Premesso che:

da notizie di stampa si apprende che tre alunni della scuola primaria “Lorenzini” di Caserta – scuola organizzata a tempo pieno- sarebbero stati esclusi dalla fruizione del pasto durante l’ora della mensa perché le proprie famiglie non avrebbero provveduto al pagamento della retta mensile per la mensa scolastica stabilita dall’amministrazione comunale tra i 70 e i 90 euro;

sempre secondo quanto riportato dalla stampa, i tre alunni sarebbero stati costretti a rimanere a scuola durante l’orario della mensa, a guardare i loro compagni mentre consumavano il pasto, non essendo stato concesso ai loro genitori di poterli prelevare all’ora di pranzo. I genitori, infatti, sarebbero stati respinti dal personale dello stesso scuola e, per poter portare a casa i loro figli, sarebbero stati costretti ad appellarsi alle forze dell’ordine;

considerato che:

detto episodio, di sconcertante gravità, preoccupa profondamente tanto più se si osserva che questo non rappresenta un episodio isolato; infatti, fatti analoghi sono stati denunciati di recente anche in altre scuole presenti tra cui, il più clamoroso è stato quello della scuola di Adro nel bresciano, dove il Sindaco leghista aveva escluso dalla mensa una quarantina di alunni di famiglie che non avevano adempiuto al pagamento della retta;

un’analoga situazione si era verificata , inoltre, nelle scuole di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza e di Cesate in provincia di Monza, dove gli alunni appartenenti a famiglie morose venivano esclusi dai pasti caldi;
per sapere:
se le notizie riportate dalla stampa con riferimento al caso di Caserta corrispondano al vero e quale sia la sua valutazione in merito;

se non ritenga che il ripetersi di fatti analoghi anche in altre scuole italiane registrato negli ultimi tempi non sia indice di una pericolosa deriva nella scuola pubblica italiana volta a discriminare i minori in base alle proprie condizioni economiche e sociali in netto contrasto con quanto sancito dalla costituzione;

se e come intenda intervenire nei confronti dei responsabili delle istituzioni scolastiche in cui si sono verificati i fatti riportati in premessa nonché con i sindaci delle amministrazioni comunali coinvolte

quali azioni intenda porre in atto per evitare che eventi così gravemente discriminatori e lesivi dei diritti dei bambini possono ripetersi nelle scuole italiane.

BASTICO

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