SCUOLA. PENSIONI PROF E GRADUATORIE, È SCONTRO SUL MILLEPROROGHE

SENATO, SI CERCANO SOLUZIONI CONDIVISE DA PORTARE IN COMMISSIONE.

(DIRE) Roma, 9 feb. – Pensionamento dei docenti e riapertura delle graduatorie, e’ scontro sui temi della scuola al Senato, dove e’ in corso il dibattito sul milleproroghe. La Lega punta a sbarrare la strada all’inserimento di nuovi abilitati e abilitandi negli elenchi dei docenti precari (si parla di 23mila persone) ricordando che il governo Prodi aveva messo ad “esaurimento” le graduatorie. Il Pd chiede che gli insegnanti che avranno maturato i requisiti per andare in pensione entro il prossimo 31 agosto possano uscire con le vecchie regole, cosi’ come hanno potuto farlo gli statali che hanno raggiunto i requisiti entro lo scorso 31 dicembre. I due temi sono solo apparentemente lontani: la questione pensioni potrebbe diventare merce di scambio per convincere il Partido democratico a mollare la presa sulle graduatorie, la cui riapertura e’ stata decisa con un emendamento alla Camera. A dire “no” all’inserimento di nuovi abilitati sono i leghisti, ma non solo: l’emendamento contro la riapertura delle graduatorie che sara’ proposto lunedi’ in commissione porta la firma in primis di Roberto Calderoli, poi quella del senatore del Carroccio Mario Pittoni, esperto di scuola, ma anche quelle di Giuseppe Valditara (Fli), di Guido Possa (Pdl, capo della commissione Istruzione del Senato), Franco Asciutti (Pdl). In prima battuta era stato dato per scontato l’appoggio del ministro Francesco Profumo che, pero’, potrebbe non esserci mai stato. Anche per questo si lavora a soluzioni di mediazione. Il Pd che sta per sfornare una proposta sulle pensioni per convincere il governo a dire si’ limitando i costi dell’operazione.(SEGUE)
I democratici stanno studiando un emendamento che preveda l’obbligo per chi ha raggiunto i requisiti entro il 31 agosto di decidere subito se andare in pensione con le vecchie regole. L’uscita dovra’ essere immediata o il treno sara’ perso per sempre. Gli aventi diritto sono circa 4mila. Secondo i calcoli dei democratici questa mossa potrebbe abbassare la quota a 3.500 docenti. Il costo iniziale sarebbe, per il 2013, di 77 milioni di euro. La Ragioneria dello Stato parla di 200 milioni. Bisognera’ convincerla a rifare i calcoli.
Quanto alle graduatorie, al Senato si lavora ad una possibile mediazione che venga incontro alle posizioni di tutti gli schieramenti. Sono aperte le consultazioni con il ministero dell’Istruzione. Si parla di riaprirle solo per coloro che sono gia’ abilitati in strumento musicale, educazione musicale, scienze della formazione primaria e che ad oggi sono rimasti fuori. Gia’ nel 2008 la Gelmini aveva fatto una concessione di questo tipo. Questa sarebbe la leva. Resterebbero fuori gli abilitandi che dovranno aspettare il concorso per docenti di cui ha parlato il ministro Profumo. “Per noi le graduatorie non vanno assolutamente riaperte- ribadisce il senatore leghista Mario Pittoni- sono ad esaurimento e tali devono restare”. La senatrice del Pd Mariangela Bastico dice no a “schieramenti ideologici.
Bisogna trovare soluzioni condivise a sostegno dei diritti degli insegnanti”. Lunedi’ si decide tutto nella riunione congiunta delle commissioni Affari Sociali e Bilancio.

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