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	<title>Mariangela Bastico</title>
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		<title>Si avvia la mobilitazione per la scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 17:34:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sarò domenica dalle ore 20.30 presso lo spazio PD della Festa di Modena, per incontrare coloro che hanno a cuore la scuola, che sono preoccupati e non disponibili a rinunciare ad una scuola pubblica di qualità.
Chiedo a tutti il massimo impegno per diffondere materiale, per organizzare incontri, per dialogare con i lavoratori della scuola, gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dc235.4shared.com/download/sG3Tj__S/PD_ER_poster_mobilitazione_1_6.pdf" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" title="Mobilitazione per la scuola" src="http://www.pder.it/binary_files/immagini_pagine/manifesto_scuola_64551.jpg" alt="" width="161" height="230" /></a>Sarò domenica dalle ore 20.30 presso lo spazio PD della Festa di Modena, per incontrare coloro che hanno a cuore la scuola, che sono preoccupati e non disponibili a rinunciare ad una scuola pubblica di qualità.<br />
Chiedo a tutti il massimo impegno per diffondere materiale, per organizzare incontri, per dialogare con i lavoratori della scuola, gli studenti e i genitori.<br />
Lunedì il PD dell&#8217;Emilia-Romagna ha convocato una <a href="http://www.bastico.eu/?p=10169" target="_self">conferenza stampa</a> per presentare la campagna in difesa della scuola pubblica.<br />
Allego il materiale disponibile nella regione Emilia-Romagna:</p>
<p><a href="http://dc235.4shared.com/download/OutHf28B/1_pdfsam_PD_ER_Leaflet_mobilit.pdf" target="_blank">La scuola che vorrei</a> (volantino &#8211; fronte- settembre 2010)</p>
<p><a href="http://dc235.4shared.com/download/1BV-hjum/2_pdfsam_PD_ER_Leaflet_mobilit.pdf" target="_blank">La scuola che vorrei</a> (volantino &#8211; retro &#8211; settembre 2010)</p>
<p><a href="http://dc235.4shared.com/download/OutHf28B/1_pdfsam_PD_ER_Leaflet_mobilit.pdf" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" src="http://www.pder.it/binary_files/immagini_pagine/resisedimg/177.immagini_pagine.150.volantino_scuola_fronte_64341.jpg" alt="" width="150" height="106" /></a> <a href="http://dc235.4shared.com/download/1BV-hjum/2_pdfsam_PD_ER_Leaflet_mobilit.pdf" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" src="http://www.pder.it/binary_files/immagini_pagine/resisedimg/176.immagini_pagine.150.volantino_scuola_retro_64151.jpg" alt="" width="150" height="106" /></a></p>
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		<title>Scuola, atteggiamento Gelmini anti istituzionale</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 15:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le sue scelte aumentano il precariato
Un atteggiamento profondamente antiistituzionale quello del ministro Gelmini: il Governo è chiamato a risolvere  i problemi dell&#8217;oggi, indipendentemente dalle cause che li hanno determinati. E&#8217; vero che il precariato non nasce oggi, ma il Governo non fa nulla per risolverlo, anzi lo sta aggravando; ed è assai curioso che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le sue scelte aumentano il precariato</p>
<p>Un atteggiamento profondamente antiistituzionale quello del ministro Gelmini: il Governo è chiamato a risolvere  i problemi dell&#8217;oggi, indipendentemente dalle cause che li hanno determinati. E&#8217; vero che il precariato non nasce oggi, ma il Governo non fa nulla per risolverlo, anzi lo sta aggravando; ed è assai curioso che il Ministro evochi il passato come l&#8217;età del male, dimenticando che nella seconda Repubblica per la maggioranza degli anni ha governato Berlusconi.<br />
Le nuove modalità di formazione che il Ministro ha illustrato oggi in Conferenza stampa, costituiscono un ulteriore aggravamento del precariato. Infatti,  la strada maestra è e rimane quella della stabilizzazione dei 150 mila precari in tre anni come previsto dalla Finanziaria 2007. Inoltre, è necessario riattivare i concorsi per le graduatorie esaurite e  definire le nuove norme per la formazione iniziale dei docenti, collegandole con le modalità di reclutamento.<br />
E&#8217; proprio quello che il Ministro non ha fatto, stabilendo che occorrono una laurea quinquennale e un anno di tirocinio per insegnare; e come saranno assunti i docenti? Il Ministro apre una autostrada per un nuovo precariato.</p>
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		<title>&#8220;La scuola tagliata&#8221; &#8211; Europa. Un mio commento ai dati Ocse</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 15:47:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le scuole dovrebbero essere più aperte: sono presidio di crescita
I dati dell’Ocse sull’istruzione nei trenta paesi più industrializzati del mondo smentiscono i ministri Gelmini e Tremonti. La scuola italiana è la più povera – seguita solo da quella della Slovacchia – tra quelle dei paesi analizzati: l’Italia investe in istruzione solo il 4,5% del Pil, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft" title="BoboScuolaGelmini" src="http://www.unita.it/img/upload/image/staino/20100905.jpg" alt="" width="240" height="192" />Le scuole dovrebbero essere più aperte: sono presidio di crescita</strong></em><br />
I dati dell’Ocse sull’istruzione nei trenta paesi più industrializzati del mondo smentiscono i ministri Gelmini e Tremonti. La scuola italiana è la più povera – seguita solo da quella della Slovacchia – tra quelle dei paesi analizzati: l’Italia investe in istruzione solo il 4,5% del Pil, contro una media Ocse del 5,7%; la spesa per studente è più bassa della media Ocse.<br />
La scuola italiana, quindi, non è “sprecona” e neppure spende il 97% delle risorse per il personale, come ripete continuamente, anche nella recente conferenza stampa, il ministro Gelmini.<span id="more-10102"></span><br />
L’Ocse, come già la Corte dei conti, indica la quota di spesa dello stato per il personale della scuola intorno all’80%: 80% e non 97%, il ministro lo dovrebbe sapere.<br />
Alla spesa dello stato – oltre 43 miliardi – si deve aggiungere quella delle regioni e degli enti locali (quasi 9 miliardi di euro), che è prevalentemente destinata ad investimenti nell’edilizia e nelle attrezzature, ai progetti di innovazione; quindi, agli stipendi è dedicato poco più del 60%.<br />
D’altro canto gli stipendi non sono risorse buttate via, in quanto è chiara ad ogni famiglia la fondamentale rilevanza di buoni educatori e di adeguato personale tecnico per l’istruzione, l’educazione e la sicurezza dei propri figli. E va aggiunto che se oggi la scuola – tanto “tagliata” – è ancora in grado di svolgere adeguatamente il proprio ruolo, lo deve ai tanti insegnanti, bidelli, dirigenti, che, pur impoveriti, denigrati e senza sicurezza del lavoro, continuano a credere nella loro professione e cercano di dare tutto il possibile agli studenti.<br />
Il governo italiano investe troppo poco nell’istruzione e questa povertà di risorse incide negativamente sulla qualità dell’offerta scolastica, sui risultati di apprendimento, sul numero dei diplomati e dei laureati.<br />
Il primato degli abbandoni scolastici (22 %) e del numero dei ragazzi “invisibili” (2 milioni) che non sono né a scuola, né al lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile (26,8%) tra i più alti di Europa sono drammi nazionali. Il ministro Gelmini, invece, si compiace delle bocciature, di una falsa severità nella scuola, dei tagli; cancella le sperimentazioni, negando sostegno alle innovazioni didattiche necessarie affinché la scuola accompagni tutti i ragazzi – tutti e non uno di meno – ai livelli essenziali dei saperi e delle competenze per essere cittadini consapevoli e per il proprio lavoro.<br />
L’Ocse segnala che il monte-ore della scuola italiana è maggiore rispetto agli altri paesi, che, dobbiamo saperlo, hanno servizi sociali, ricreativi e di sostegno agli studenti che collaborano con la scuola, pur non essendo inseriti nei bilanci dell’istruzione. In Italia, per realizzare la “scuola del non uno di meno” occorrono tempi di insegnamento adeguati, al fine di introdurre una didattica che valorizzi il protagonismo dei ragazzi, le esperienze concrete, i percorsi scuola-extra scuola e che si avvalga di laboratori tecnici, scientifici e informatici. In una parola, che sostituisca una parte degli insegnamenti teorici e frontali con le esperienze e le sperimentazioni. Contro queste Gelmini e Tremonti si sono particolarmente accaniti. Basti pensare che il riordino della scuola superiore si è caratterizzato per il dimezzamento delle ore di laboratori e per un colpo di spugna su tutte le innovazioni.<br />
In Italia le scuole dei piccoli comuni montani, delle zone isolate o dei quartieri ad alto degrado sociale delle grandi metropoli costituiscono spesso l’unico presidio pubblico, l’unica opportunità di crescita e di incontro per tanti ragazzi e per le loro famiglie, diventando a volte il luogo dell’identità stessa della comunità. E proprio queste scuole dovrebbero essere sempre aperte, come abbiamo sperimentato nel passato e auspichiamo per il futuro.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/121045/la_scuola_tagliata" target="_blank">Europaquotidiano.it</a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://dc281.4shared.com/download/9Qu1XIYM/100909Europa.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;articolo in pdf</a></p>
<p>&#8220;<a href="http://dc221.4shared.com/download/YC_HDO9b/100908Sole24Ore.pdf" target="_blank">Laureati? Pochi e senza lavoro</a>&#8221; &#8211; Il Sole 24 Ore (08/09/2010)</p>
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		<title>La Repubblica: “Come va scuola?” Testimonianze dal mondo della scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 15:30:48 +0000</pubDate>
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Bella l’iniziativa di Repubblica, che consente di dare voce ai protagonisti della scuola e mettere in luce i cambiamenti, le difficoltà, le nuove opportunità… finalmente una testimonianza dall’interno e non solo le conferenze stampa spot del Ministro!
Articoli correlati:Legge bavaglio nega ai cittadini il diritto di essere informatiDemocratica. Scuola di PoliticaGovernare non è comandare nel disprezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/09/07/news/scuola_come_va_-6834542/?ref=HREC1-10" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10128 alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="RepubblicaScuola" src="http://www.bastico.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/RepubblicaScuola-300x188.gif" alt="" width="180" height="113" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bella l’iniziativa di <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/09/07/news/scuola_come_va_-6834542/?ref=HREC1-10" target="_blank">Repubblica</a>, che consente di dare voce ai protagonisti della scuola e mettere in luce i cambiamenti, le difficoltà, le nuove opportunità… finalmente una testimonianza dall’interno e non solo le conferenze stampa spot del Ministro!</p>
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		<title>&#8220;Elezioni, cancellare il Porcellum oltre 50 mila firme per l&#8217;appello&#8221; &#8211; La Repubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 14:38:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non si ferma il flusso di adesioni alla raccolta lanciata da Libertà e Giustizia con il gruppo Valigia blu. Politici, associazioni e semplici cittadini.
&#8220;Ridateci la nostra democrazia, il diritto di scegliere&#8221;
CANCELLARE il Porcellum. Per impedire che il Paese sia governato da un&#8217;oligarchia di fatto. &#8220;Mai più alle urne con questa legge elettorale&#8221;, l&#8217;appello lanciato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="Appello contro porcellum" src="http://www.libertaegiustizia.it/wp-content/uploads/2010/06/noporcellum350x150.gif" alt="" width="210" height="90" /></a>Non si ferma il flusso di adesioni alla <a href="http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/" target="_blank">raccolta lanciata da Libertà e Giustizia</a> con il gruppo Valigia blu. Politici, associazioni e semplici cittadini.<br />
&#8220;Ridateci la nostra democrazia, il diritto di scegliere&#8221;</p>
<p>CANCELLARE il Porcellum. Per impedire che il Paese sia governato da un&#8217;oligarchia di fatto. &#8220;Mai più alle urne con questa legge elettorale&#8221;, l&#8217;appello lanciato da Libertà e Giustizia, con il gruppo Valigia Blu 1, supera quota 50mila firme. <span id="more-10121"></span>E il flusso delle adesioni non si ferma. Politici, associazioni, semplici cittadini. Uniti da una semplice richiesta: cambiare la legge elettorale. E se il cantiere per una &#8220;grande mobilitazione&#8221; è già in piedi, la politica non resta a guardare. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: &#8220;Ribadisco la mia adesione&#8221;. E in calce all&#8217;appello di LeG c&#8217;è anche la sigla di Fare Futuro, la fondazione vicina a Gianfranco Fini.</p>
<p>Dal Pd ai finiani. Il segretario del Pd sceglie Facebook. Scrive: &#8220;Dopo averlo già fatto a giugno, ribadisco la mia adesione all&#8217;appello che Libertà e Giustizia ha rivolto a tutte le forze politiche  affinché non si torni mai più alle urne con questa legge elettorale&#8221;. Parole chiare, commentate da centinaia di elettori del Pd. Poi Rosy Bindi e Antonio Di Pietro: sono tanti i leader di partito che fanno propria la proposta di LeG. Che viene rilanciata anche da Fare Futuro, la fondazione vicina a Gianfranco Fini che, domenica a Mirabello, aveva tuonato contro il Porcellum, colpevole di &#8220;aver espropriato la sovranità popolare&#8221;.</p>
<p>Società civile. E se la modifica della legge elettorale diventa il punto dell&#8217;agenda politica che, giorno dopo giorno, raccoglie sempre più consensi, l&#8217;idea della mobilitazione si fa strada fra tanti gruppi della società civile. Che si preparano a dar vita al comitato promotore di &#8220;Ridateci la nostra democrazia&#8221;. Prima una mobilitazione per spingere i partiti a trovare un accordo anche minimo  &#8211;  in questo senso LeG ha proposto un ritorno al Mattarellum &#8211; poi una legge di iniziativa popolare che cancelli il Porcellum. Tra le adesioni: Articolo 21, il Popolo Viola, la Fondazione di Critica Liberale. E ancora: Nadia Urbinati, Paul Ginsborg e Franco Siddi segretario generale della federazione della stampa italiana.</p>
<p>La voce. E, nelle ultime ore, all&#8217;appello di Libertà e Giustizia 2, si è aggiunta anche  &#8220;Ridateci il diritto di scegliere&#8221;, la sottoscrizione lanciata da avaaz.org 3  &#8211;  in persiano &#8220;voce&#8221; &#8211; che raccoglie e diffonde in tutto il mondo le mobilitazioni della società civile. Tra i numerosi successi: una legge anticorruzione in Brasile e una norma per restringere la caccia alle balene. La comunità di Avaaz è formata da quattro milioni di iscritti e &#8220;Ridateci il diritto di scegliere&#8221;, appena lanciata, è a quota 25mila firme.</p>
<p>Online. Sulla pagina Facebook di &#8220;Ridateci la nostra democrazia 4&#8243; i commenti si susseguono a ritmo incessante. C&#8217;è chi auspica un ritorno al proporzionale e chi scrive: &#8220;Vogliamo eleggere le persone e non i partiti. Vorremmo poterle valutare in base al loro programma e non solo al programma dei loro partiti. Rivogliamo un paese normale&#8221;. Poi tante discussioni, centinaia di link condivisi. E in molti commentano l&#8217;intervista rilasciata ieri a Repubblica da Gustavo Zagrebelsky e il caso della deputata Angela Napoli, che ieri aveva dichiarato 5, poi scusandosi, che &#8220;la donna spesso è costretta, per avere una determinata posizione in lista, anche a prostituirsi o comunque ad assecondare quelle che sono le volontà del padrone di turno&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/09/09/news/cancellare_porcellum-6895442/?ref=HREC1-5" target="_blank">La Repubblica</a></p>
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		<item>
		<title>Fermati un momento per Angelo Vassallo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 14:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 10 alle ore 11 in punto
ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo
Perchè l&#8217;hanno ucciso con setti colpi di pistola, ad Acciaroli.
Perchè era un uomo e un sindaco con la schiena dritta.
Perchè alle 11 lo seppelliscono, ma non vogliamo che seppelliscano i suoi sogni.
Perchè non potremo essere lì, ma vogliamo che la sua famiglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=12179" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-10118" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="libera2" src="http://www.bastico.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/libera2.gif" alt="Libera" width="166" height="161" /></a>Venerdì 10 alle ore 11 in punto<br />
ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo</p>
<p>Perchè l&#8217;hanno ucciso con setti colpi di pistola, ad Acciaroli.<br />
Perchè era un uomo e un sindaco con la schiena dritta.<br />
Perchè alle 11 lo seppelliscono, ma non vogliamo che seppelliscano i suoi sogni.<br />
Perchè non potremo essere lì, ma vogliamo che la sua famiglia senta forte il nostro abbraccio.<br />
Perchè dal minuto dopo continueremo il nostro impegno con più forza<br />
Perchè così abbiamo imparato ad onorare la memoria delle vittime innocenti delle mafie.</p>
<p><a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=12179" target="_blank">Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie</a></p>
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		<title>“Laureati? Pochi e senza lavoro” – Il Sole 24 Ore</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:54:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dc221.4shared.com/download/YC_HDO9b/100908Sole24Ore.pdf" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>&#8220;Scuola, il Pd difende il prof attaccato da Limina&#8221; &#8211; l&#8217;Unità (ed. Bo)</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 11:58:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di P.B.M.
Le parlamentari modenesi del Pd, Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni dichiarano guerra aperta al direttore dell&#8217;Usr, Marcello Limina. A scatenare la reazione dell’ex vice Ministro e del capogruppo del Pd in Commissione Istruzione alla Camera, alcune frasi del dirigente. Limina, riferendosi al caso di Mele, l&#8217;insegnante del Meucci di Carpi censurato dall&#8217;amministrazione scolastica per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di P.B.M.</p>
<p>Le parlamentari modenesi del Pd, Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni dichiarano guerra aperta al direttore dell&#8217;Usr, Marcello Limina.<span id="more-10111"></span> A scatenare la reazione dell’ex vice Ministro e del capogruppo del Pd in Commissione Istruzione alla Camera, alcune frasi del dirigente. Limina, riferendosi al caso di Mele, l&#8217;insegnante del Meucci di Carpi censurato dall&#8217;amministrazione scolastica per aver chiamato la polizia durante un Collegio docenti, in cui riteneva si violassero i diritti degli insegnanti, ha dichiarato: «Io continuo nella mia linea di fermezza, tutto il resto è carnevale. Gli insegnanti devono pensare a fare scuola e lasciar perdere il resto. Mele e i suoi seguaci devono sapere che la scuola non è una palestra di polizia». Parole che hanno fatto infuriare le due parlamentari. «Qui si lavora, non si fa politica – commentano – era il monito fascista rivolto ai dipendenti pubblici, ma è molto simile alla frase di Limina. Ma veramente è convinto che siano le manifestazioni di protesta del professor Mele e di tanti altri insegnanti a nuocere all’equilibrio della scuola e non, piuttosto, l’assalto all’arma bianca sferrato dalla Gelmini?».</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://cerca.unita.it/data/PDF0115/PDF0115/text15/fork/ref/10251kyo.HTM?key=pd+difende+il+prof+attaccato+da+limina&amp;first=1&amp;orderby=1" target="_blank">l&#8217;Unità</a></p>
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		<title>&#8220;Il PD: toni fascisti sul caso Meucci&#8221; &#8211; La Gazzetta di Modena</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 10:14:43 +0000</pubDate>
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		<title>Scuola: Ocse boccia l&#8217;Italia, investe poco e male</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 15:38:05 +0000</pubDate>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.bastico.eu/?p=10095</guid>
		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Roma, 7 set. &#8211; L&#8217;Italia investe poco e male nell&#8217;istruzione: una spesa pubblica tra le piu&#8217; basse tra i paesi industrializzati, insegnati tra i peggio pagati e un rendimento scarso rispetto alle eccessive ore passate sui banchi dagli studenti.
La fotografia impietosa, ma attesa, arriva dall&#8217;Ocse che nel suo ultimo rapporto sull&#8217;Istruzione presentato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AGI) &#8211; Roma, 7 set. &#8211; L&#8217;Italia investe poco e male nell&#8217;istruzione: una spesa pubblica tra le piu&#8217; basse tra i paesi industrializzati, insegnati tra i peggio pagati e un rendimento scarso rispetto alle eccessive ore passate sui banchi dagli studenti.<br />
La fotografia impietosa, ma attesa, arriva dall&#8217;Ocse che nel suo ultimo rapporto sull&#8217;Istruzione presentato a Parigi non manca dal registrare che il Paese e&#8217; comunque risalito nella classifica soprattutto per quanto riguarda i giovani laureati, in rapidissima ascesa del 5% l&#8217;anno rispetto a dieci anni fa.<br />
Un &#8216;balzo&#8217; legato all&#8217;arrivo delle lauree brevi che ha portato a un 20% di laureati nel 2008, ma solo tra i 24 e i 34 anni. La percentuale di scolarizzazione terziaria si dimezza per la fascia tra i 45 e i 54 (12%) e si abbatte al 10% per quelli tra i 55 e 64 anni. Nel complesso la media dell&#8217;istruzione terziaria nel Paese resta minimale rispetto a quella dei cosiddetti paesi piu&#8217; &#8216;ricchi&#8217;: solo il 2,4% di tutta la popolazione contro il 33,5% degli Usa, il 14,7% del Giappone, il 5,8% della Germania.<br />
Ma il vero punto dolente che fa la differenza tra l&#8217;Italia e gli altri paesi sembra essere quello della spesa per l&#8217;istruzione: il 4,5% del Pil contro una media del 5,7% dei paesi piu&#8217; industrializzati. Solo la Repubblica slovacca spende meno. Nel suo complesso, compresi i sussidi agli studenti e i prestiti alle famiglie, la spesa sale al 9% ma sempre al di sotto della media Ocse del 13,3%. Inoltre la spesa corrente e&#8217; assorbita soprattutto dai salari agli insegnanti per l&#8217;80% contro il 70% medio dell&#8217;organizzazione. La spesa dell&#8217;Italia &#8211; sottoinea l&#8217;Ocse &#8211; resta focalizzata sulla scuola d&#8217;obbligo per cui vengono investiti ogni anno circa 7950 dollari contro ma media non lonana dell&#8217;Ocse di 8200. Al contrario per le universita&#8217; e le attivita&#8217; di ricerca la spesa e&#8217; di soli 8600 dollari contro i 13mila dell&#8217;intera area.<br />
Pochi soldi soprattutto agli insegnati che restano tra i peggio pgati di tutta l&#8217;area: un maestro di scuola elementare inizia con 26mila dollari la sua carriera per arrivare al top della carriera a 38mila contro una media Ocse di 51mila dollari.<br />
Per quanto rigurda il professore di liceo a fine carriera arriva a 44mila dollari contro i 55 mila dei suoi colleghi di altri Paesi.<br />
Insegnanti mal pagati ma anche studenti mal istruiti nonostante il numero spropositato di ore passato sui banchi: 8000 ore di scuola contro una media Ocse di 6777. Solo Israele ha un numero di ore superiore al nostro. Gli alunni tra i 7 e gli 8 anni passano ogni anno 990 ore a scuola contro una media Ocse di 777. Tra i 9 e gli 11 le ore salgono a 1023 contro 882 per poi salire sopra i 12 anni a 1089 (la media Ocse e&#8217; di circa 959 ore). Il tutto tennendo conto che il rendimento degli alunni italiani non e&#8217; tra i piu&#8217; elevati con scarsi risultati in materie come matematica, scienze e nella comprensione dei testi.In paesi come la Norvegia e la Finlandia , considerati da sempre punti di riferimento per l&#8217;educazione, le ore passate sui banchi sono sotto le 6000.<br />
Il miglioramento dei sistemi educativi nell&#8217;area Ocse sara&#8217; un&#8217;impegno e una sfida formidabile&#8221; per i governi e la loro politica pubblica, ha affermato il segretario generale dell&#8217;organizzazione parigina, Angel Gurria che ha sottolineato come proprio l&#8217;educazione puo&#8217; essere una ricetta anti-crisi per i Paesi. &#8220;Con la crisi economica molti paesi Ocse fronteggiano la doppia sfida di mantenere finanze pubbliche sostenibili sostenendo allo stesso tempo la crescita economica&#8221; ha detto Gurria &#8220;l&#8217;istruzione rappresenta un grosso capitolo della spesa pubblica&#8221; e anche &#8220;un investimento essenziale per sviluppare il potenziale di crescita a lungo termine dei Paesi e rispondere ai cambiamenti tecnologici e demografici che stanno rimodellando i mercati del lavoro&#8221;.<br />
Investimenti, ha detto Gurria, che vengono ripagati in termini di entrate fiscali: &#8220;Un uomo con un livello di educazione terziario genera ulteriori 119.000 dollari di entrate fiscali e contributi nella sua vita lavorativa rispetto a uno che ha conseguito solo un livello di istruzione secondaria&#8221;. Piu&#8217; reddito e piu&#8217; occupazione naturalmente: Gurria ha sottolineato che i tassi di senza lavoro nei paesi con una piu&#8217; estesa educazione terziaria sono intorno al 4% contro quelli del 9% circa di paesi maggiormente a cultura secondaria.<br />
Una notazione negativa dell&#8217;Ocse arriva anche sulla struttura del mercato del lavoro italiano che ancora conserva uno dei piu&#8217; elevati &#8216;gender gap&#8217; nei salari: per un lavoro a tempo pieno una donna in Italia ancora percepisce in alcuni una retribuzione che arriva a essere fino al 54% delle retribuzione maschile contro il 72% dell&#8217;Ocse.<br />
(AGI) Tig 071450 SET 10</p>
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