Riflessioni di Marco Stradiotto
Le risposte alle domande più frequenti e le proposte del PD sul Federalismo Municipale Regionale e Provinciale
Il PD ha votato CONTRO il Federalismo Municipale per cinque motivi:
1. gli introiti delle tasse non resteranno sul territorio ma continueranno ad essere inviati a Roma;
2. i tagli effettuato nel 2010 (D.L 78/2010) annullano, di fatto, tutti i possibili effetti positivi del federalismo;
3. aumenteranno le tasse per i contribuenti onesti, per effetto dell’addizionale IRPEF; 4. aumenteranno le tasse per le imprese, per effetto dell’IMU; 5. gli amministratori locali non saranno responsabilizzati né resi più autonomi.
Ho seguito da vicino il federalismo nella fase di discussione ed approvazione della legge delega in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, L. 5 maggio 2009, n. 42.
Il PD si è astenuto su quella legge, in quanto ha ottenuto cambiamenti radicali di impostazione e di contenuto del testo. Abbiamo ottenuto la costituzione di una commissione bicamerale, che ha intensamente lavorato sui decreti attuativi. Un voto nettamente contrario è stato espresso dal Pd sul federalismo comunale.
Sul federalismo regionale il PD ha avanzato 12 proposte importanti e tali da modificare profondamente il testo del Ministro Calderoli. Sono state sostanzialmente accolte e sono stati rispettati gli impegni di finanziamento aggiuntivo del trasporto pubblico locale (425 milioni), assunti dal Governo con le Regioni.
Dichiarazione di voto del Sen. Vitali in Commissione parlamentare sul Federalismo Fiscale sul decreto relativo al fisco regionale, provinciale e alla sanità
“Ecco la spesa dei governatori: 179 miliardi” – Corriere della sera (11/07/2010)
“I tagli uccidono il federalismo regionale” – La Repubblica (11/07/2010)
Ecco il governo federalista: premia gli evasori delle multe per le quote latte, introduce una nuova spesa di 20 milioni di euro per la formazione militare dei giovani, penalizza i disabili, la scuola, i servizi essenziali e scarica la maggior parte del peso della manovra sulle Regioni e sugli enti locali.
Ieri, dopo un’ora e mezza di confronto con Berlusconi e Tremonti, le Regioni non hanno ottenuto alcuna modifica alla manovra, né alcun miglioramento nelle prospettive future, come, invece, la promessa fatta ai Comuni di una nuova imposta sui servizi – a pressione fiscale invariata per i cittadini – sostitutiva di quelle attuali sulla casa. Continua
Accorpamento degli uffici periferici dello Stato
Con evidente contraddizione rispetto al federalismo declamato dalle forze di Governo, la manovra Tremonti colpisce in modo insostenibile gli enti locali e le Regioni: dei 24,9 miliardi di euro di tagli in due anni 14,8 colpiscono in modo diretto le autonomie locali. A questi si devono aggiungere, per una somma di altri 2 miliardi, i tagli sui fondi ministeriali che vengono trasferiti a livello locale. Questa manovra è stata motivata con la necessità di ridurre le spese inutili e gli sprechi. In realtà, Continua
“Regioni, a rischio l’11% dei servizi ai cittadini” – Repubblica (27/05/2010)
“Misure improvvisate” – Repubblica (26/05/2010)
“Sacrifici senza riforme” – Europa (26/05/2010)
Anche ad una prima lettura, attraverso i giornali, della manovra del governo emerge la volontà di mettere fine al federalismo: una parte consistente dei tagli previsti grava, infatti, sulle Regioni e sulle autonomie locali, in un modo e in una entità assolutamente insostenibili.
Questo è il giudizio espresso immediatamente dalle Regioni e dall’ANCI. I tagli, nei fatti, si scaricheranno ancora una volta sui servizi sociali ed educativi, sulle politiche a sostegno dell’economia e dell’occupazione, sulle politiche di tutela dell’ambiente governate dalle Regioni e dalle autonomie locali. Continua
Ancora un decreto legge sulle autonomie locali (DL 2071) in assenza di una ridefinizione dei ruoli e delle competenze di Comuni e Province, cioè in assenza dell’approvazione della “Carta delle Autonomie Locali”. Il PD ritiene, e ha sempre sostenuto, che la “Carta” avrebbe dovuto essere la prima legge di riforma istituzionale da approvare, ancor prima della legge sul federalismo fiscale. Così non è stato e, nonostante le promesse del Governo, l’iter legislativo non è praticamente iniziato.
Il Governo procede, invece, con decreti legge su cui appone regolarmente la fiducia (alla Camera, su questo decreto, c’è stato il 30° voto di fiducia); Continua
Intervento della Sen. Mariangela Bastico
Bologna (Sala del Baraccano), 4 dicembre 2009
Le relazioni e gli interventi rendono questo seminario molto ricco, importante ed interessante; questa giornata rappresenta, a mio avviso, anche la continuazione del congresso del PD, che si è svolto recentemente a livello nazionale e regionale, nel quale le diverse mozioni si sono confrontate, durante il quale si sono tenuti numerosi incontri, su temi generali e specifici, molto partecipati. Si è costruito un patrimonio positivo, che rappresenta una base importante anche per le successive elaborazioni programmatiche. Continua
Approvata la legge delega sul federalismo fiscale, con l’astensione del PD.
Sono stati accolti con qualche modifica gli ordini del giorno del Partito Democratico.
Ne parlerò oggi, alle 11.15, su YouDem.tv