Effetto Gelmini: calano le iscrizioni agli istituti tecnici e professionali

Purtroppo, come prevedibile, il riordino della scuola superiore voluto dal governo Berlusconi ha determinato un calo significativo delle iscrizioni agli istituti tecnici e professionali. È il grave e logico esito di una normativa che ha rafforzato la gerarchizzazione del sistema dell’istruzione superiore – ancora presente nell’ordinamento italiano dai tempi della riforma Gentile –  e pone i licei, in particolare il liceo classico, come la scuola di “serie A” e gli istituti tecnici e professionali in “serie B” e “C”. Continua

Scuola, semplificare non è azzerare – Europa

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Il PD vuole e ritiene necessaria la riforma della scuola superiore, per dare futuro ai giovani, per una maggiore mobilità sociale e per lo sviluppo del Paese. Continua

Riforma? E’ un inganno taglia ore

Parlare di riforma della scuola superiore è profondamente sbagliato. Oggi assistiamo solo al contenimento della spesa pubblica. È l’esatto contrario di quanto è necessario per qualificare la scuola, per dare futuro ai giovani e al Paese. I licei tornano ad essere disegnati come nel lontano 1923 da Gentile e di nuovo sono la serie A della scuola, mentre istituti tecnici e professionali vengono fatti scendere inesorabilmente in serie B e C. Molto grave poi è la decisione di dare inizio alle nuove misure già dal prossimo settembre, negando agli studenti e alle famiglie i tempi per una scelta consapevole, anche perché i programmi scolastici, cioè i contenuti, non sono ancora definiti. Per consentire l’iscrizione degli studenti alla scuola così cambiata, il governo ha rinviato a fine marzo il termine delle iscrizioni, un ritardo che mette a serio rischio il regolare avvio dell’anno scolastico 2010-2011. Che i tagli siano l’obiettivo e l’asse portante della ‘riforma’ lo dimostra la norma che impone la riduzione degli orari (fino a 6-8 ore la settimana) non solo alla 1^ classe in cui cambia l’ordinamento, ma anche alle classi precedenti che invece mantengono l’attuale ordinamento. Come procederanno le scuole a tagliare queste ore? Forse con un sorteggio? Non è un inganno alle famiglie che hanno iscritto i propri figli, nel passato, ad una scuola diversa e soprattutto con un orario più ricco?

Semplificare non è azzerare” – Europa (06.02.10)
Notecidi N. 82 del 5 febbraio 2010
Parte la riforma delle scuole superiori. Meno indirizzi e riduzione degli orari” – La Repubblica (05.02.10)
Via 17 mila cattedre, e arriva il liceo musicale” – La Repubblica (05.02.10)
La Gelmini vara la riforma dei sei licei” – La Stampa (05.02.10)
Per gli istituti tecnici intese con le imprese” – Il Sole24Ore (05.02.10)
Scuole superiori più snelle. Sei licei e undici ‘tecnici’” – Il Sole24Ore (04.02.10)
Meno indirizzi e più ‘stage’ per i tecnici” – Il Sole24Ore (04.02.10)
Riforma limitata alle prime classi” – Il Sole24Ore (04.02.10)

Istruzione tecnica e professionale, CdM approva regolamenti: il Governo riforma per tagliare

La riforma dell’istruzione tecnica e professionale è una priorità per il Paese. Così l’ha costruita il governo Prodi, ripristinando gli istituti tecnici e professionali e superando la liceizzazione voluta dalla Moratti. Per questo ha costituito una commissione tecnico-scientifica, presieduta dal Prof. De Toni, che ha continuato il proprio lavoro con il Ministro Gelmini. Continua

Istruzione tecnica, una pessima partenza: si riforma per tagliare

Dalla bozza del regolamento sull’istruzione tecnica – presentata dal Ministro per il parere al CNPI – appare con grande evidenza un unico indirizzo: si riforma per tagliare, in attuazione dell’art. 64 della Legge n. 133/08 (Finanziaria estiva). Tale regolamento, infatti, fonda il riordino dell’istruzione tecnica sulla riduzione degli indirizzi, dell’orario, delle ore di laboratorio, delle cattedre, degli insegnanti, del personale ATA… Continua

Scuola, a rischio l’istruzione professionale

Allarme e preoccupazione esprimo sull’accordo sottoscritto tra il Ministro Gelmini e il Presidente Formigoni: è un accordo vuoto nelle risorse e pericoloso negli effetti.
Chi ne pagherà i costi? La Regione Lombardia? Si scaricherà sulle già disastrate  casse del ministero della Pubblica Istruzione? Continua

Gli istituti tecnici vincono il primo round-iscrizioni

Il Sole24Ore (03.16.2009) Il Sole24Ore (03.16.2009)

Istruzione tecnica e professionale

Corriere della Sera, 10.12.08:
Gianfelice Rocca: “Una tradizione da recuperare con passione”
“Istituti tecnici, caccia ai diplomati” Corriere della Sera, 10.12.08:
“Una tradizione da recuperare con passione”
“Istituti tecnici, caccia ai diplomati”

Persona, tecnologia e professionalità, Istituti Tecnici e Professionali come scuola dell’innovazione

PALAZZO COLONNA 03/03/08

Apertura

La sala che abbiamo scelto molto bella e prestigiosa, adatta simbolicamente a ciò che vogliamo porre al centro della discussione di oggi: l’umanesimo della scienza e della tecnologia.

Molti di voi erano presenti all’apertura del “laboratorio dell’istruzione tecnica e professionale”, il 15 di maggio del 2007, laboratorio avviato, a seguito dell’approvazione della legge 40 del 2007 ed in particolare dell’articolo 13. Lì è stato dato il via ad una riflessione, che deve condurre all’approvazione del regolamento, che ridisegna l’impianto culturale e ordinamentale dell’istruzione tecnica e professionale; regolamento che deve entrare in vigore per l’anno scolastico 2009/2010. Da quel momento è cominciato un lavoro molto intenso da parte delle Direzioni Generali del Ministero, in una collaborazione molto stretta con le articolazioni territoriali, gli Uffici Scolastici Regionali e con le scuole stesse. Un lavoro di ricognizione, di riflessione, di istruttoria, che ha fornito un patrimonio di informazioni e di idee, che è stato consegnato alla commissione ministeriale presieduta dal Prof. De Toni e coordinata dal Prof. Salatin. Una commissione composta di competenze alte, autorevoli, che trovate elencate nella documentazione che vi è stata consegnata, e che ha lavorato in modo intenso, molto approfondito, con contributi specifici, molto alti e significativi, che hanno trovato un punto di sintesi nelle relazioni che oggi verranno illustrate. Continua