Il mio intervento nella Direzione nazionale PD
Seguirò la relazione del Segretario Bersani, che condivido pienamente, che ci invita a cogliere gli elementi positivi della bella vittoria elettorale, per costruire su di essi il consolidamento del consenso, affinché il PD diventi il primo partito nel Paese e il centro dell’alternativa a Berlusconi.
Ma è anche giusto festeggiare: l’orgoglio della propria identità e della bella vittoria sono sentimenti diffusi tra i nostri militanti, fortemente impegnati nelle Feste de l’Unità e nella campagna referendaria. Persone che si erano allontanate sono ritornate in questi giorni all’impegno politico. È giusto e bello potere festeggiare!
Per costruire futuro, imparando dai risultati elettorali dobbiamo saperne cogliere le luci e le ombre: Continua
Dentro il voto di ieri c’è, innanzitutto, una riscossa civica e morale, c’è un centrosinistra che ha saputo interpretarla e c’è un Partito Democratico che, mettendosi a servizio di questa energia, ha ottenuto risultati straordinari, che non possono essere sminuiti.
Il vento cambia, l’Italia sta cambiando nel profondo. Vinciamo non solo nelle grandi città ma anche nei centri piccoli e medi.
Le elezioni tra primo e secondo turno sono state una valanga. Ai ballottaggi vinciamo con un risultato travolgente. Faccio un confronto con il 2006: un anno straordinario con 55 vittorie. Ora abbiamo vinto in 66 amministrazioni. Grazie a tutti ai militanti, al centrosinistra, agli elettori.
Le elezioni dimostrano inequivocabilmente due cose: la fine della coalizione di governo e l`impotenza della sua azione. Ora Berlusconi si deve dimettere, come chiedo oggi in un’intervista a la Repubblica. Il Parlamento cerchi, in una fase molto stretta di poche settimane, la soluzione per una nuova legge elettorale, poi si vada a votare.
Risultati straordinari da tantissime città e province: oltre ai clamorosi risultati di Milano e di Napoli, il centro sinistra conferma e conquista moltissime città nel nord, nel sud e in tutto il Paese.
I già ottimi risultati del primo turno sono ulteriormente travolgenti nei ballottaggi: confrontando le amministrative del 2006, che avevano consegnato 55 vittorie al centrosinistra, con un risultato che allora abbiamo considerato straordinario, ora le amministrative del 2011 ci danno 66 vittorie*.
Il vento è veramente cambiato. Gli elettori hanno dato una risposta civica e morale, che il centro sinistra e il PD hanno saputo interpretare, all’arroganza, alla volgarità e all’incapacità del centro destra, che da anni governa esclusivamente per garantire l’impunità al premier, dimostrando di non saper affrontare i problemi del Paese. Gli italiani al voto hanno espresso, come il PD auspicava alla vigilia, la volontà di un forte cambiamento e hanno premiato la nostra scelta di occuparci dei problemi veri: abbiamo vinto parlando di lavoro, redditi, pensioni, ambiente, servizi.
Ora Berlusconi e il governo devono dimettersi, nella consapevolezza che non hanno più la maggioranza nel Paese e che non possono continuare a governare acquistando il consenso di qualche parlamentare impropriamente definito “responsabile”, consenso che si sta dimostrando già da ieri sempre più precario.
L’immobilità del governo è già durata troppo a lungo. Il Paese vuole, e lo ha chiaramente dimostrato nelle scelte dei propri amministratori, un radicale cambiamento.
Continua
Questa settimana l’impegno di tutti è rivolto ai ballottaggi che si svolgeranno domenica 29 e lunedì 30 maggio.
In città importanti del nostro Paese il cambiamento è alle porte e non si può fermare. Per questo è necessario che tutti i nostri elettori che già hanno decretato il successo del Pd e del centrosinistra al primo turno, tornino tutti a votare.
E’ un appello che rivolgo anche a coloro che la prima volta si sono astenuti, ma che ora hanno la possibilità di fare molto per la propria città.
Dopo i ballottaggi deve cambiare l’agenda. Basta occuparsi di processi di Berlusconi, di responsabili e sottosegretari, pensiamo al lavoro. Dobbiamo fare ancora un po’ di fatica: andiamo porta per porta, quartiere per quartiere, mercato per mercato a convincere tutti a tornare a votare. Lo chiedo in questo videomessaggio, non abbiamo i tg, facciamolo girare noi.
Pier Luigi Bersani
Vi segnalo l’interessante intervista a Dario Franceschini.
Vi segnalo l’interessante studio sull’esito delle elezioni amministrative dell’Istituto Cattaneo:
- 17 maggio 2011 – Voto comunale 2011 – Chi ha vinto, chi ha perso, e dove
- 17 maggio 2011 – Voto comunale 2011 – L’astensionismo
- 17 maggio 2011 – Voto comunale 2011 – Personalizzazione del voto
- 17 maggio 2011 – Voto comunale 2011 – Rendimento partiti minori
“Al nord l’avanzta di PD e alleati” – Il Corriere della Sera
“Al nord la Lega perde più di Berlusconi” – Il Sole24Ore
Risultati straordinari a Milano per Pisapia, a Torino per Fassino, a Bologna per Merola che delineano una vera e propria svolta politica, che conferma il declino di Berlusconi e del berlusconismo, già fortemente percepibile nel Paese.
Molto significativi sono il crollo dei voti al Pdl, che non vengono recuperati dalla Lega, il dimezzamento delle preferenze per Berlusconi a Milano e il dissenso da parte degli elettori rispetto ad un confronto dai toni violenti ed estremi, totalmente volto a criminalizzare gli avversari politici attraverso qualsiasi scorrettezza.
Esce molto bene il Partito Democratico, che può affrontare unito e rafforzato gli importanti ballottaggi.
Le ricadute politiche di questo voto sono evidenti, rilevate da tutti i commentatori politici e, soprattutto, evocate e volute da Berlusconi.
Sugli esiti politici del voto:
“La strada obbligata del governo” – La Stampa
“La Lega perde in 14 capoluoghi su 15” – Il Sole24Ore