USCITA IMMEDIATA PER CHI HA REQUISITI ENTRO 31/08 O TRENO PERSO.
(DIRE) Roma, 9 feb. – Il Pd sta lavorando ad una proposta per consentire ai docenti che avranno maturato i requisiti per la pensione entro il 31 agosto 2012 di usufruire delle vecchie regole. Cosi’ come hanno potuto fare gli statali che li hanno raggiunti entro il 31 dicembre scorso.
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SENATO, SI CERCANO SOLUZIONI CONDIVISE DA PORTARE IN COMMISSIONE.
(DIRE) Roma, 9 feb. – Pensionamento dei docenti e riapertura delle graduatorie, e’ scontro sui temi della scuola al Senato, dove e’ in corso il dibattito sul milleproroghe. La Lega punta a sbarrare la strada all’inserimento di nuovi abilitati e abilitandi negli elenchi dei docenti precari (si parla di 23mila persone) ricordando che il governo Prodi aveva messo ad Continua
(9Colonne) Roma, 10 gen – Si è riunito oggi al Ministero il primo Tavolo sul diritto allo studio a cui hanno partecipato, insieme al Ministro Francesco Profumo, i rappresentanti del Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche. Continua
Rapporto sull’educazione: Gli stipendi di prof e maestri italiani sono notoriamente tra i più bassi d’Europa
ROMA – L’Italia investe poco sull’istruzione, certamente meno della media Ocse. Il nostro Paese riserva alla scuola il 4,8% del Pil, mentre in media i paesi Ocse le garantiscono il 6,1%. Meno dell’Italia investono solo la Slovacchia (4%) e la Repubblica Ceca (4.5%). Germania e Ungheria riservano la stessa quota dell’Italia. Lo rileva il rapporto Ocse sull’educazione, diffuso oggi. Per Continua
(ANSA) – ROMA, 15 FEB – ‘Ancora una volta il governo, con un emendamento al Milleproroghe, interviene sul reclutamento dei docenti con una norma Continua
(di Corrado Sessa) (ANSA) – ROMA, 14 DIC – Sara’ forse per il clima di scontri fuori dal Senato o per la polemica al calor bianco in Parlamento, che alla riunione delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato scoppia una rissa tra esponenti di maggioranza e opposizione che discutevano sul decreto sicurezza. Il parapiglia si conclude con il senatore Enzo Bianco del Pd in infermeria, per aver ricevuto due pugni dal senatore del Pdl Alberto Balboni, che a sua volta lamenta una gomitata al labbro, ricevuta da un altro senatore. Continua
(DIRE) Bologna, 13 set. – “La Lega nord metta giu’ le mani dalla scuola”. Cosi’ Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del Pd, interviene sulla vicenda di Adro, il paese del bresciano dove è stato inaugurato due giorni fa un nuovo polo scolastico con il simbolo leghista su zerbini, banchi, tetti e persino nelle aiuole. “I partiti, la Lega, devono restare fuori dalle scuole”, tuona Puglisi, oggi a Bologna nel corso di una conferenza stampa per presentare la mobilitazione del Pd contro i tagli del Governo in occasione del primo giorno di scuola. Di fianco a lei Emanuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Scuola alla Camera.
“Mi aspetto che su questa vicenda ci sia lo stesso rigore di quando il centrodestra ci ha accusato di strumentalizzare i bambini in occasione delle proteste contro Gelmini- attacca Ghizzoni- quella di Adro è una vicenda strana e inquietante, che rappresenta uno schiaffo alla Costituzione”.
Sulla stessa linea la senatrice Mariangela Bastico, ex viceministro all’Istruzione nel governo Prodi. “L’occupazione di spazi in una scuola pubblica con simboli di partito è veramente allarmante – afferma Bastico – il federalismo non è investire su un solo partito al potere, ma dare risorse alle autonomie scolastiche”. Poi cita uno scritto di Pietro Calamandrei, sostenendo che “l’attacco alla democrazia viene prima di tutto dalla demolizione della scuola pubblica, dalla creazione di buoni per le scuole private e dalla nascita delle scuole di partito”.
Insomma, secondo Bastico la vicenda di Adro “ha a che fare con la democrazia nel nostro Paese”.
(AGI) – Roma, 7 set. – L’Italia investe poco e male nell’istruzione: una spesa pubblica tra le piu’ basse tra i paesi industrializzati, insegnati tra i peggio pagati e un rendimento scarso rispetto alle eccessive ore passate sui banchi dagli studenti.
La fotografia impietosa, ma attesa, arriva dall’Ocse che nel suo ultimo rapporto sull’Istruzione presentato a Parigi non manca dal registrare che il Paese e’ comunque risalito nella classifica soprattutto per quanto riguarda i giovani laureati, in rapidissima ascesa del 5% l’anno rispetto a dieci anni fa.
Un ‘balzo’ legato all’arrivo delle lauree brevi che ha portato a un 20% di laureati nel 2008, ma solo tra i 24 e i 34 anni. La percentuale di scolarizzazione terziaria si dimezza per la fascia tra i 45 e i 54 (12%) e si abbatte al 10% per quelli tra i 55 e 64 anni. Nel complesso la media dell’istruzione terziaria nel Paese resta minimale rispetto a quella dei cosiddetti paesi piu’ ‘ricchi’: solo il 2,4% di tutta la popolazione contro il 33,5% degli Usa, il 14,7% del Giappone, il 5,8% della Germania.
Ma il vero punto dolente che fa la differenza tra l’Italia e gli altri paesi sembra essere quello della spesa per l’istruzione: il 4,5% del Pil contro una media del 5,7% dei paesi piu’ industrializzati. Solo la Repubblica slovacca spende meno. Nel suo complesso, compresi i sussidi agli studenti e i prestiti alle famiglie, la spesa sale al 9% ma sempre al di sotto della media Ocse del 13,3%. Inoltre la spesa corrente e’ assorbita soprattutto dai salari agli insegnanti per l’80% contro il 70% medio dell’organizzazione. La spesa dell’Italia – sottoinea l’Ocse – resta focalizzata sulla scuola d’obbligo per cui vengono investiti ogni anno circa 7950 dollari contro ma media non lonana dell’Ocse di 8200. Al contrario per le universita’ e le attivita’ di ricerca la spesa e’ di soli 8600 dollari contro i 13mila dell’intera area.
Pochi soldi soprattutto agli insegnati che restano tra i peggio pgati di tutta l’area: un maestro di scuola elementare inizia con 26mila dollari la sua carriera per arrivare al top della carriera a 38mila contro una media Ocse di 51mila dollari.
Per quanto rigurda il professore di liceo a fine carriera arriva a 44mila dollari contro i 55 mila dei suoi colleghi di altri Paesi.
Insegnanti mal pagati ma anche studenti mal istruiti nonostante il numero spropositato di ore passato sui banchi: 8000 ore di scuola contro una media Ocse di 6777. Solo Israele ha un numero di ore superiore al nostro. Gli alunni tra i 7 e gli 8 anni passano ogni anno 990 ore a scuola contro una media Ocse di 777. Tra i 9 e gli 11 le ore salgono a 1023 contro 882 per poi salire sopra i 12 anni a 1089 (la media Ocse e’ di circa 959 ore). Il tutto tennendo conto che il rendimento degli alunni italiani non e’ tra i piu’ elevati con scarsi risultati in materie come matematica, scienze e nella comprensione dei testi.In paesi come la Norvegia e la Finlandia , considerati da sempre punti di riferimento per l’educazione, le ore passate sui banchi sono sotto le 6000.
Il miglioramento dei sistemi educativi nell’area Ocse sara’ un’impegno e una sfida formidabile” per i governi e la loro politica pubblica, ha affermato il segretario generale dell’organizzazione parigina, Angel Gurria che ha sottolineato come proprio l’educazione puo’ essere una ricetta anti-crisi per i Paesi. “Con la crisi economica molti paesi Ocse fronteggiano la doppia sfida di mantenere finanze pubbliche sostenibili sostenendo allo stesso tempo la crescita economica” ha detto Gurria “l’istruzione rappresenta un grosso capitolo della spesa pubblica” e anche “un investimento essenziale per sviluppare il potenziale di crescita a lungo termine dei Paesi e rispondere ai cambiamenti tecnologici e demografici che stanno rimodellando i mercati del lavoro”.
Investimenti, ha detto Gurria, che vengono ripagati in termini di entrate fiscali: “Un uomo con un livello di educazione terziario genera ulteriori 119.000 dollari di entrate fiscali e contributi nella sua vita lavorativa rispetto a uno che ha conseguito solo un livello di istruzione secondaria”. Piu’ reddito e piu’ occupazione naturalmente: Gurria ha sottolineato che i tassi di senza lavoro nei paesi con una piu’ estesa educazione terziaria sono intorno al 4% contro quelli del 9% circa di paesi maggiormente a cultura secondaria.
Una notazione negativa dell’Ocse arriva anche sulla struttura del mercato del lavoro italiano che ancora conserva uno dei piu’ elevati ‘gender gap’ nei salari: per un lavoro a tempo pieno una donna in Italia ancora percepisce in alcuni una retribuzione che arriva a essere fino al 54% delle retribuzione maschile contro il 72% dell’Ocse.
(AGI) Tig 071450 SET 10
SCUOLA: PROMOTORI RICORSO, DIMOSTREREMO DANNI CIRCOLARI
(ANSA) – ROMA, 20 LUG – Il Tar del Lazio, ‘pur non avendo accolto formalmente la richiesta di sospensione provvisoria, ha sostanzialmente accolto i motivi dei ricorsi presentati’ contro le circolari Gelmini su organici, iscrizioni e mobilita’. Lo sottolineano le associazioni e i comitati che hanno promosso il ricorso, annunciando che dimostreranno i danni conseguenti ai provvedimenti in questione. Continua