Parteciperò sabato 13 marzo alla manifestazione che si terrà a Roma alle 14.30, in Piazza del Popolo, per dire sì alle regole e no ai trucchi, tornando a parlare dei problemi veri degli italiani.
Per il Partito Democratico all’impegno in piazza dovrà seguire l’impegno sul territorio, per riportare al centro dell’agenda politica e del dibattito elettorale democrazia, regole, conoscenza, lavoro, diritti, legalità.
L’avere introdotto il reato di immigrazione clandestina determina effetti molto gravi sulla fruizione di alcuni diritti fondamentali, quali quello all’istruzione e all’unità del nucleo familiare.
La sentenza della Cassazione 5856/10, infatti, alla luce del nuovo quadro normativo, ha modificato un suo precedente orientamento, che stabiliva la non espulsione di un immigrato irregolare, qualora avesse figli che frequentano le scuole in Italia. Con la sentenza recentemente emanata si stabilisce, invece, l’espulsione dell’immigrato irregolare anche in questo caso.
Una stima della CGIL riferisce che si può trattare dalle 30 alle 50 mila situazioni.
E’ opportuno ricordare che il permesso di soggiorno è strettamente correlato ad avere un’occupazione e che la crisi economica colpisce insieme i lavoratori italiani e i lavoratori stranieri.
“Cassazione senza pietà” – il Manifesto (12.03.2010)
“Cassazione choc: via i clandestini anche se hanno figli a scuola” – l’Unità (12.03.2010)
“La Cassazione: via i clandestini anche se i figli frequentano la scuola” – Corriere della Sera (12.03.2010)
“Espulsione anche se i figli vanno a scuola” – La Stampa (12.03.2010)
Ora che il Ministro Gelmini nel riordino della scuola superiore ha negato ogni competenza alle Regioni e alle autonomie locali in materia di programmazione dell’offerta scolastica e formativa, ora che questo Governo – al di là delle affermazioni propagandistiche – pratica una politica totalmente centralistica in materia di scuola, università e ricerca, ora che la legge delega sul federalismo fiscale, a quasi un anno dalla sua approvazione, appare lettera morta, diventa assolutamente prioritario indirizzare l’attenzione politica verso l’attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione in campo scolastico e nella valorizzazione del rapporto tra autonomie scolastiche e autonomie locali. Un’attenzione particolare deve essere volta in questo quadro a nuove modalità di assegnazione delle risorse alle Regioni e alle autonomie scolastiche, per garantire qualità ed equità di finanziamento alla scuola pubblica.
Per avere un quadro informativo di sintesi e per dare avvio alle valutazioni e agli approfondimenti necessari pubblico due articoli di Emanuele Barbieri:
- “La scuola e il nuovo Titolo V della Costituzione” (pubblicato sulla rivista di Legambiente)
- “Il problema della qualità e della spesa per l’istruzione. Conoscere per decidere” (pubblicato sul periodico dell’Istituto Pedagogico della Provincia di Bolzano)
Condivido le motivazioni e parteciperò alle iniziative nella giornata di sciopero generale proclamato dalla CGIL il 12 marzo. Al centro dello sciopero, infatti, sono i temi dell’equità fiscale, del lavoro e della conoscenza, temi centrali per uscire dalla crisi economica in una prospettiva di sviluppo più equo e sostenibile. Rispetto a questi temi il Governo ha dato sempre risposte inadeguate, incapaci di guardare al futuro e che, al contrario, fanno fare passi all’indietro.
Pensiamo, ad esempio, alle norme del “collegato-lavoro” (progetto di legge 1167-B), in particolare con l’articolo 31 comma 5, che riduce attraverso “l’arbitrato di equità” le garanzie dei lavoratori, a partire dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Inoltre, nell’ambito dello stesso provvedimento (al comma 8 dell’art. 48), la maggioranza ha di fatto ridotto di un anno l’età di ingresso nel mondo del lavoro, prevedendo l’apprendistato a 15 anni, in contrasto con l’obbligo di istruzione fino a 16 anni.
Ma è tutta la sfera del sapere ad uscire devastata dalle scelte del Governo Bersluconi: dagli insostenibili tagli alla scuola pubblica (8 miliardi nei finanziamenti, oltre 25 mila docenti e 15 mila ATA…), all’incertezza generata dai provvedimenti di un Ministro che, con azioni centraliste, impone alle scuole riordini, che sono l’esclusiva attuazione di tagli, e che sferra veri e propri attacchi all’autonomia scolastica.
Nemmeno l’Università e la Ricerca sono state risparmiate da tagli indiscriminati e da veri e propri attacchi all’autonomia.
C’è un preciso disegno politico del Governo Berlusconi: l’impoverimento insostenibile del sistema pubblico della conoscenza, a favore di quello privato.
Auspico che in tanti vorranno far sentire la loro voce in difesa del sapere, della formazione e della ricerca, perchè costituiscono la leva essenziale per il futuro economico, sociale e culturale del nostro Paese.
Nella giornata nazionale di mobilitazione per la scuola pubblica sarò a Gavardo-Salò, territorio governato dal centro destra, per dare forza alla presenza e all’impegno di tanti Democratici e di tanti docenti, che hanno a cuore e lavorano quotidianamente per la qualità della scuola pubblica.
Il PD deve mettere in campo un forte impegno politico, per essere presente in ogni territorio e assicurare la centralità dei temi del sapere, a partire dalla valorizzazione delle autonomie scolastiche, che il Governo di centro destra sta negando e impoverendo con misure centraliste e devastanti.
Spero che in tanti firmiate l’appello per la scuola pubblica.
Intervento in Aula Senato in relazione al ddl 1996 sul “legittimo impedimento”
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