Il mio auspicio, nella totale insoddisfazione del testo approvato al Senato, è che nell’iter del ddl alla Camera ci siano importanti modifiche.
Zanda: L’assenza dei fondi per l’università mette l’Italia ai margini della sfida internazionale
DDL Università – risorse: qual è la credibilità del Ministro Gelmini?
Come può essere credibile un governo che nello stesso giorno vota definitivamente alla Camera la manovra Tremonti con i tagli lineari del 10% sull’università e col blocco triennale degli scatti di anzianità del personale e, nello stesso giorno, si impegna, attraverso dichiarazioni del Ministro Gelmini in Aula al Senato, a ridurre i tagli e a sbloccare gli scatti?
Il relatore Sen. Valditara, con un ordine del giorno con cui impegna il governo a reperire risorse, e il Ministro, con solenni dichiarazioni, contraddicono con grande evidenza scelte compiute dal governo stesso e dalla maggioranza. In questo gioco delle parti, volto evidentemente ad acquisire consensi nel mondo dell’università, che sta seguendo l’iter al Senato, purtroppo, sono credibili i tagli, perché già votati, e assai poco credibili gli impegni di sbloccarli. Continua
Mentre procedono la discussione e le votazioni in aula Senato sul ddl università, mi appaiono con sempre maggior evidenza i giganteschi limiti dello stesso.
Sono completamente assenti gli studenti, gli obiettivi di formazione e di apprendimento da conseguire; coloro che devono essere il centro di qualsiasi riforma vengono completamente ignorati. Continua
Disegno di legge A.S. n. 2259 “Individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni, semplificazione dell’ordinamento regionale e degli enti locali, nonche’ delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali. Riordino di enti ed organismi decentrati”, già approvato alla Camera.
Scheda di lettura (sintesi)
Scheda di lettura (239 – Luglio 2010)
*BASTICO (PD). Signor Presidente, vorrei invitare il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi favorevolmente sugli emendamenti 1.308 e 1.310, poiché portano nel testo quanto stabilito dalla Costituzione stessa, vale a dire che le competenze in materia di diritto allo studio sono esclusivamente delle Regioni. Il Governo, pertanto, non deve operare in “armonia” con le Regioni, ma “nel rispetto” delle competenze delle Regioni stesse.
Continua
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e delle ricerca scientifica
Premesso che:
nel comunicato del 17 maggio 2010, nonché in diverse altre occasioni, il Ministro dell’istruzione, dell’università e delle ricerca scientifica ha dichiarato che per l’anno scolastico 2010-2011 saranno attivate nella scuola primaria 37.275 classi a tempo pieno con un incremento rispetto all’anno 2009-2010 di 782 classi;
tali dichiarazioni risultano in netto contrasto con le determinazioni assunte dal Governo in carica relativamente al settore scolastico; in particolare, con l’approvazione decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito in legge n.133 del 6 agosto 2008, sono stati previsti nei confronti della scuola pubblica tagli per 8 miliardi di euro oltre che di 87.341 docenti e 44.500 ATA in tre anni; Continua
Si è conclusa oggi alle 18.30 la discussione generale sul ddl università. La replica del Ministro Gelmini, predeterminata e indifferente rispetto alla discussione, si è caratterizzata per una chiusura totale alle proposte emendative, lasciando incertezza totale su alcuni temi su cui si è incentrato il dibattito, in particolare sul tema dell’abbassamento dell’età del pensionamento dei docenti universitari.
Come spesso accade, ad altisonanti dichiarazioni pubbliche del Ministro, rilanciate con grande vigore dai mass media, non corrispondono fatti e scelte coerenti.
Prima delle repliche del relatore e del Ministro, in un colloquio con Claudio Tucci del Sole24Ore.com, avevo evidenziato alcune proposte sulle quali cercare punti di intesa tra maggioranza e opposizione; sono convinta, infatti, che il PD, in quanto partito riformista, debba sempre ricercare miglioramenti, anche a fronte di testi largamente non condivisibili. Anche questa volta, però, il governo si è caratterizzato per la totale incapacità e non volontà di confronto nel merito, limitandosi a dichiarazioni infondate (sulla propria capacità di innovare), ideologiche (sulla volontà di mettere al centro la meritocrazia) e irresponsabili (i tagli non incidono sulla possibilità di ben governare e riformare l’università).
Sorry. No data so far.